Mi chiamo Alessio Brandimarti. Da oltre trent’anni lavoro con le persone: costruisco relazioni, gestisco team in contesti commerciali e imprenditoriali. La tecnologia è sempre stata la mia passione, scoppiata con l’arrivo nell’azienda di famiglia del mitico Olivetti M24, tra DOS e Basic. Da lì in poi è diventata parte integrante del mio percorso professionale: ho accumulato circa quindici anni di esperienza nell’ICT, muovendomi tra telecomunicazioni, digitalizzazione, cybersecurity, consulenza tecnologica e, più recentemente, intelligenza artificiale. Da sempre credo che la curiosità sia la vera forma di intelligenza: è ciò che mi ha spinto a imparare, sperimentare, costruire un percorso che unisce esperienza pratica e autoformazione, trasformando ogni interesse in una competenza concreta.
Ogni progetto per me è un esercizio di equilibrio: tra tecnologia e persone, tra analisi e intuito, tra metodo e creatività, con la capacità di tenere insieme visione strategica e concretezza operativa.
Non ho mai smesso di imparare: sono un autodidatta per natura, ma anche per metodo. Gran parte delle competenze che oggi utilizzo le ho costruite da solo, partendo però sempre da una solida base tecnica e scientifica acquisita negli studi. Questa autonomia nell’apprendimento mi ha permesso di anticipare cambiamenti, adattarmi rapidamente a contesti diversi, passare con naturalezza dall’analisi dati alla cybersecurity, dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale.
Nel 2025 ho scelto di iscrivermi nuovamente a Ingegneria Gestionale, portando avanti in parallelo percorsi formativi strutturati in intelligenza artificiale e cybersecurity, con l’obiettivo di completarla “prima del previsto”. Avevo immaginato di affrontare questo percorso da pensionato, per puro interesse personale, ma l’impulso a formalizzare un’identità che molti riconoscono già in me, quella di un ingegnere nel pensiero e nel metodo, è stato più forte.
Un altro aspetto fondamentale del mio percorso è l’esperienza ventennale come community manager, un ruolo che mi ha portato naturalmente a sviluppare una leadership informale, ma efficace. Questo viaggio mi ha fatto scoprire l’importanza di un approccio agile, affinando nel tempo competenze da scrum master e la convinzione che la leadership vera nasca dalla fiducia, dalla collaborazione e dal supporto reciproco. Credo profondamente che guidare un team significhi creare un ambiente dove le persone possano esprimere al meglio il loro potenziale.
Oggi continuo a esplorare le tecnologie emergenti e cerco opportunità per mettere in pratica quanto ho imparato, lavorando su progetti che combinano sicurezza, automazione e intelligenza artificiale. In questo percorso porto con me la convinzione che sia fondamentale costruire ponti tra innovazione digitale e crescita umana, perché la vera trasformazione, prima ancora che tecnologica, sia soprattutto culturale e di mentalità. Questa consapevolezza è ancora più importante in questa fase di transizione tra la quarta e la quinta rivoluzione industriale.
