Perché questa guida
Mi sono trovato a scrivere questa guida per raccogliere quelli che sono i consigli che do da anni ai motociclisti che come me usano i navigatori Garmin della famiglia Zumo, dedicati all’uso in moto. Inizialmente nel gruppo motociclistico da me fondato e poi in due gruppi su Facebook dedicati a questi navigatori , di cui sono amministratore. Come anche sporadicamente in altri gruppi motociclistici.
Da appassionato di tecnologia oltre che di motociclismo, ho visto troppo spesso le stesse domande e gli stessi errori ripetersi. Errori che costano tempo, frustrazione e a volte anche qualche deviazione non programmata durante un bel giro in moto.
Spesso poi si dà la colpa al navigatore, ma in realtà la colpa è nostra perché gli abbiamo dato gli ordini nel modo sbagliato. Ultimamente aggiungo che anche l’intelligenza artificiale, che poi proprio intelligente non è, fa errori se gli si dà male un ordine o si pone male la domanda; anzi sbaglia ancora di più perché l’errore è esponenziale e non proporzionale.
A dimostrazione di ciò, quasi sempre risolvono i problemi per i quali era accusato il “povero” navigatore, seguendo poche e facili indicazioni per creare i percorsi da usare poi con il navigatore. Per di più creando il file del percorso proprio nel formato KML di cui parlo e con una serie di passaggi. Ormai, come altri amministratori dei gruppi, ho pronti dei testi “copia e incolla” con brevi indicazioni per risolvere i classici problemi. Che spesso troverebbero risposta nel manuale d’uso che ormai non si legge o anche nella guida rapida. Si pensa che si perda tempo, ma non è così: ne fa risparmiare poi molto e fa anche scoprire funzioni molto utili. Come lo fa risparmiare esplorare e testare tutti i menu con le relative voci, consci del fatto che nel manuale d’uso non c’è proprio tutto.È anche vero che in un mondo che corre sempre più veloce non si fa attenzione alle cose, anche se sono ben visibili. Lo sanno bene gli hacker che sfruttano questo bias del presente, che ci porta a fare tutto più velocemente con disattenzione, non pensando alle conseguenze.
Il mito di Google Maps
Perché parlo del formato KML? Perché Google Maps è uno strumento molto utilizzato per la navigazione e, complice un bias chiamato effetto alone, si pensa che sia la migliore soluzione. Ma così non è, se si leggono i vari report annuali (Counterpoint, OMDIA, TechInsights ed ecc.). Il fornitore delle mappe e di altre informazioni geolocalizzate leader del settore è Here Technologies, primo da anni su vari livelli come qualità delle mappe e se la giocano al fotofinish sui dati sul traffico.


Faccio spesso presente che usare Google Maps per la creazione dei percorsi per la navigazione motociclistica è, secondo me, una scelta sbagliata. Anzi, direi oggettivamente una sciocchezza ed è il motivo per cui parlo di formato KML. Perché si è costretti spesso a salvare in questo formato, con tutto quello che ne consegue.
Parliamo di una mappa diversa ed è la cosa più importante; ma anche di algoritmi di calcolo differenti e, volendo, anche “regole” diverse per il routing.
Il pericolo delle conversioni
Attenzione anche al passaggio tra strumenti: esportazione e la relativa elaborazione nel farlo possono introdurre problemi. Più passaggi, più possibilità che qualcosa vada storto. Come diceva Henry Ford: “Quello che non c’è, non si rompe.”
Questo principio si applica perfettamente ai file di navigazione. Ogni conversione, ogni passaggio da un formato all’altro, ogni elaborazione aggiuntiva è un potenziale punto di rottura. E quando sei in sella alla tua moto, l’ultima cosa che vuoi è che il navigatore ti mandi dove non volevi passare o ti faccia perdere waypoint importanti.
Quale formato scegliere
Per la navigazione con navigatori satellitari: GPX è sempre la scelta migliore. I dispositivi GPS dedicati per moto sono progettati per elaborare file GPX e offrono vantaggi specifici per l’uso motociclistico come visibilità in tutte le condizioni meteo, resistenza al surriscaldamento senza spegnimenti, utilizzo con i guanti e robustezza generale.
Per la pianificazione e visualizzazione: KML è ottimo per creare percorsi visualmente ricchi in Google Earth o Google Maps, ma richiede conversione in GPX per l’uso pratico.
Rischi della conversione KML-GPX
La conversione da KML a GPX è un’operazione che introduce sempre dei rischi e dovrebbe essere evitata quando possibile. Ogni passaggio di conversione può generare errori che si propagano e si amplificano nelle operazioni successive.
Perché evitare la conversione
- Perdita di precisione: ogni conversione comporta approssimazioni nei dati
- Propagazione degli errori: errori minori si accumulano e diventano significativi
- Incompatibilità impreviste: alcuni elementi KML non hanno equivalenti GPX
- Semplificazione forzata: tracciati complessi vengono ridotti a linee più semplici
L’approccio corretto
Usa strumenti che salvano direttamente in GPX per la pianificazione dei percorsi. Questo elimina completamente i rischi di conversione e garantisce la massima fedeltà dei dati per la navigazione.
GPX (GPS Exchange Format)
Cos’è GPX
GPX è un formato XML specificamente progettato per lo scambio di dati GPS tra dispositivi e applicazioni. È lo standard de facto per la navigazione satellitare.
Caratteristiche principali
- Archiviazione lossless: conserva tutti i dati GPS originali senza perdite
- Tre tipi di dati fondamentali:
- Waypoint: punti di interesse singoli (stazioni di servizio, punti panoramici)
- Percorsi: sequenze di waypoint per navigazione turn-by-turn su strada
- Tracce: “sentieri di briciole” dettagliati con migliaia di punti ravvicinati, registrati durante il movimento con dati aggiuntivi (altitudine, velocità, battito cardiaco, timestamp precisi)
Vantaggi per la navigazione in moto
- Compatibilità universale: supportato da tutti i navigatori GPS per moto
- Precisione elevata: mantiene coordinate esatte, altitudine e timestamp
- Funzionamento offline: non richiede connessione internet una volta caricato
- Flessibilità: supporta sia navigazione stradale che fuoristrada
- Affidabilità: formato leggero ottimizzato per l’elaborazione GPS
Quando usare GPX
- Navigazione attiva con dispositivi GPS
- Percorsi fuoristrada o trail complessi
- Quando serve massima precisione del tracciato
- Per conservare dati dettagliati come velocità e altitudine
KML (Keyhole Markup Language)
Cos’è KML
KML è un formato XML sviluppato da Google per la visualizzazione geografica. È ottimizzato per la presentazione visiva in applicazioni come Google Earth.
Caratteristiche principali
- Orientato alla presentazione: eccelle nella visualizzazione ricca e colorata
- Elementi visivi avanzati: supporta modelli 3D, icone personalizzate, overlay
- Organizzazione gerarchica: permette di strutturare i dati in cartelle
- Integrazione web: nativo per Google Earth e Google Maps
Vantaggi per la pianificazione
- Facilità d’uso: interfaccia intuitiva in Google Earth/Maps
- Ricchezza visiva: colori, stili e icone personalizzate
- Condivisione semplice: facile da condividere online
- Contesto geografico: visualizzazione immersiva del territorio
Limitazioni per la navigazione
- Compatibilità limitata: non supportato direttamente dai navigatori GPS
- Perdita di dati: orientato alla visualizzazione, non ai dati GPS precisi
- Mancanza di struttura GPS: non distingue tra waypoint, percorsi e tracce
- Richiede conversione: necessita di trasformazione in GPX per l’uso pratico
Confronto diretto
| Aspetto | GPX | KML |
|---|---|---|
| Compatibilità navigatori | Universale | Limitata/Nessuna |
| Precisione dati | Massima | Buona |
| Facilità di creazione | Richiede software specifico | Semplice (Google Earth/Maps) |
| Ricchezza visiva | Minima | Eccellente |
| Funzionamento offline | Perfetto | Perfetto |
| Dimensione file | Compatta | Può essere voluminosa |
Conversione da KML a GPX
Quando è necessaria
La conversione serve quando si ha un percorso creato in Google Earth/Maps (formato KML) ma si deve usare su un navigatore GPS che accetta solo GPX.
Strumenti di conversione
- Online: kml2gpx.com, mygeodata.cloud
- Software desktop: QGIS
- Applicazioni: molte app di navigazione includono convertitori
Per evitare i problemi legati all’esportazione in KML e alla successiva conversione, puoi usare lo strumento online mapstogpx.com, che consente di generare un file GPX direttamente dal link di un percorso creato su Google Maps. Tieni però presente che non è la soluzione ideale se utilizzi un navigatore Garmin, poiché si basa su una cartografia diversa.
Cosa si perde nella conversione
- Elementi visivi: colori, icone personalizzate, stili
- Modelli 3D: rappresentazioni tridimensionali
- Descrizioni ricche: contenuti HTML nei popup
- Geometrie complesse: poligoni convertiti in linee semplici
Problemi potenziali
- Limiti di dimensione: file troppo grandi potrebbero essere troncati
- Errori di conversione: geometrie complesse potrebbero non convertirsi correttamente
Raccomandazioni pratiche
Per la navigazione ottimale
- Inizia sempre con GPX: usa software che salvano direttamente file GPX
- Software consigliati: applicazione Garmin BaseCamp, editor GPX online come MyRouteApp* o altre app specializzate
- Evita la conversione: quando possibile, salva direttamente in GPX
* Se si usa un navigatore Garmin, meglio la versione a pagamento che permette di usare la mappa di Here Technologies (quella stradale usata da Garmin). Cosa più importante salvare in GPX versione 1.1, come spiego in questo articolo.
Se devi convertire da KML
- Usa convertitori affidabili: preferisci servizi consolidati
- Verifica sempre il risultato: controlla il file GPX prima dell’uso
- Testa sul dispositivo: prova un segmento breve per verificare la compatibilità
Scelta tra percorsi e tracce
- Percorsi GPX: per turismo stradale con navigazione turn-by-turn
- Tracce GPX: per visualizzazione e riferimento in aree non mappate (fuoristrada, deserto, sentieri non ufficiali) dove non esistono strade registrate nelle mappe del navigatore
Parlando dello sviluppo dei percorsi, un consiglio sull’uso degli waypoint: pochi, ma buoni!
Aggiungi sempre punti chiave per lo sviluppo del percorso, che sono riferimenti per parti del percorso utili al suo modellamento e che possono permettere di modificare rapidamente solo parte del percorso se necessario. Secondariamente, punti del viaggio come rifornimenti, pause “tecniche” (caffè e pranzo), punti panoramicia, …
I più esperti imparano a usare anche gli shaping point: “waypoint” che modellano il percorso senza apparire nella navigazione (solo in modifica), per forzare il passaggio su strade specifiche (come poi dice il nome stesso, ma che non hanno le stesse funzioni e che per esempio spariscono se salti il waypoint successivo.
Attenzione alle conversioni (passaggi) inutili
Una tendenza recente e illogica degli ultimi anni è creare percorsi che vengono poi convertiti in tracce per la navigazione. Con l’applicazione o il sistema si crea un percorso, che in vari casi viene automaticamente salvato e quindi convertito in traccia (traccia che è quindi presente anche nel file GPX salvato).
Prima non si faceva e le tracce si salvavano di base per tenerle come archivio, cosa che facevano in pochi appassionati con anni di dati accumulati. Questa tendenza è di cui non si hanno le origini certe e che rimarrà un mistero come il Triangolo delle Bermuda e il mostro di Loch Ness – tempo perso cercare di capire come e perché è successo.
Questo approccio comporta:
- Perdita di waypoint: le tracce non mantengono i punti di riferimento intermedi, sono semplicemente una serie di punti consecutivi
- Errori di conversione: ogni passaggio percorso→traccia introduce approssimazioni
- Algoritmi diversi: la creazione del percorso si basa su algoritmi (e regole) di calcolo diverse da quelle del navigatore. Di base sono simili, ma non sono uguali e possono portare a differenze significative
- Mappe diverse: il calcolo si basa su mappe che possono differire da quelle del dispositivo finale
Usa sempre il formato appropriato fin dall’inizio: percorsi per la navigazione stradale, tracce solo per la visualizzazione in aree non mappate.
Controlli finali
- Visualizza prima dell’uso: apri il file GPX in un visualizzatore
- Controlla la continuità: verifica che non ci siano segmenti mancanti
- Testa la compatibilità: carica un segmento test sul tuo navigatore
Conclusione
Per la navigazione motociclistica, GPX è la scelta obbligata. Garantisce compatibilità universale, precisione massima e funzionamento affidabile su tutti i dispositivi GPS. KML rimane utile per gli usi dove ha senso, come quando serve una presentazione visiva e più ancora in 3D.
La strategia vincente è pianificare direttamente in GPX per evitare perdite di dati e problemi di compatibilità, assicurando così un’esperienza di navigazione sicura e piacevole.
